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 UNIONE DI CENTRO Riduci


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 Cons. Lorenzo Martellini Riduci

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Consiglio Comunale del 09.11.2009
Rinnovo del patto di gemellaggio 
del Comune di San Giovanni V.no
con la città di Corning (U.S.A.)


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 23 MARZO 2011 - ELEZIONI AMMINISTRATIVE A MONTEVARCHI Riduci
RASSEGNA STAMPA

La Nazione - 24.03.2011


MONTEVARCHI: l’ Unione di Centro nell’alleanza di centro-destra
 
Dopo una lunga fase di riflessione e confronto con associazioni, movimenti e forze politiche del panorama montevarchino, l’Unione di Centro ha scelto per le prossime elezioni amministrative del 15 maggio di costituire un’alleanza politico-programmatica con le forze di centro-destra per rilanciare lo sviluppo della città di Montevarchi.
A differenza delle ultime consultazioni amministrative del 2009 per le quali l’U.D.C. lanciò un appello, non ascoltato, a tutte le forze politiche, esperienze civiche e della società civile alternative al governo di centro-sinistra, l’Unione di Centro ha accolto positivamente la disponibilità del P.D.L. e della Lista Indipendente alla realizzazione di una rinnovata alleanza di centro-destra all’interno della quale l’Unione di Centro esprimerà idee e persone per la costruzione di una forza di governo atta a rilanciare lo sviluppo e il ruolo della città di Montevarchi all’interno del panorama valdarnese e provinciale.
Vista la frammentazione del quadro politico cittadino l’U.D.C. ritiene che questo accordo sia un segnale forte per Montevarchi per un progetto unitario di città. L’Unione di Centro lavorerà fin da subito con le forze alleate alla stesura del programma di governo della città.
L’U.D.C. auspica che l’accordo fatto per le elezioni amministrative 2011 a Montevarchi sia il punto di partenza per una rinnovata e proficua collaborazione con le forze alternative alle amministrazioni di centro-sinistra che stanno ingessando, in particolar modo a Montevarchi, lo sviluppo del nostro comprensorio valdarnese mettendo in secondo piano gli interessi dei cittadini rispetto a quello dei soliti poteri forti che rappresentano il vero motore delle scelte politiche del Valdarno.
 
Unione di Centro
Coordinamento comunale di Montevarchi

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 24 NOVEMBRE 2010 - COMUNICATO STAMPA SULLA CRISI DELLA BELTRAME Riduci

RASSEGNA STAMPA

La Nazione - 25.11.2010
Nuovo Corriere di Arezzo - 25.11.2010
 
La Nazione - 28.11.2010

Il Coordinamento UDC del Valdarno esprime forte preoccupazione per la Beltrame

L’ Unione di Centro del Valdarno aretino interviene sulla grave crisi dello stabilimento della A.F.V. Beltrame S.p.A. di San Giovanni Valdarno ed esprime innanzitutto la propria solidarietà ai lavoratori dello stabilimento che ormai da diversi mesi sono in cassa integrazione. 
L’U.D.C., come già emerso nel dibattito in consiglio comunale a San Giovanni Valdarno, vuole denunciare il diverso trattamento che la proprietà del gruppo sta riservando al nostro stabilimento rispetto agli altri impianti che in questo momento stanno “rubando” il know-how storico della produzione di San Giovanni. Infatti, a fronte di un calo della produzione di circa il 50% complessivo l’unico stabilimento che non ha risentito il calo del lavoro (inteso come ore lavorate) è lo stabilimento di Vicenza nel quale però per poter garantire la copertura delle ore di lavoro ha prodotto profili, che di norma erano specifici di San Giovanni, nonostante la non convenienza industriale di quell’impianto. Stesso discorso per l’impianto di Torino che sì ha perso gran parte della gamma produttiva ma ha potuto reggere almeno sul 50% di ore lavoro per aver prodotto anch’esso parte di profili piccoli di norma normalmente prodotti a San Giovanni.
A tutto questo si somma il grave comportamento dell’azienda che, dal secondo semestre del 2008 ad oggi, salvo qualche mese di attività per far fronte ai propri impegni assunti verso i clienti, ha messo i lavoratori di San Giovanni in C.I.G. senza una minima rassicurazione sul futuro, senza un minimo di programmazione a fronte di una fetta di produzione seppur ridotta che il gruppo può vantare.
L’U.D.C. chiede che venga fatta finalmente chiarezza sul perché non viene ufficialmente definito un piano industriale e, soprattutto, ci preoccupa il fatto che il non avere, o non presentare, un piano industriale relega l’azienda ad avere mani libere sugli stabilimenti e a fare scelte dettate non dalla convenienza economica ma da altre logiche che non collimano con i diritti dei lavoratori.
Cosa sta succedendo quindi? Noi temiamo che la Beltrame abbia già deciso di chiudere lo stabilimento sangiovannese ma al momento non procede perché è meglio tenere in piedi l’impianto fino a quando non saranno realizzati gli investimenti su altri siti del nord. Solo a quel punto la proprietà potrà giustificare la chiusura del nostro impianto in quanto ormai superfluo.
A rafforzare le nostre perplessità c’è anche il continuo rimandare gli incontri con la proprietà, non ultimo quello con la Regione Toscana fissato per lo scorso 18 novembre e rimandato a data da destinarsi.
L’U.D.C. deplora il forte ritardo con cui le amministrazioni locali e regionali si sono mosse per fronteggiare la situazione precaria dello stabilimento sangiovannese. Crediamo che manchi la consapevolezza che un territorio, soprattutto nei momenti difficili, si regge anche sulle piccole e medie imprese che sono il volano dell’economia di un paese e le amministrazioni hanno il dovere di salvaguardare fino in fondo lavoratori e imprese facendo sentire il sostegno e l’interesse della comunità, specie su quelle storiche come quelle del comparto siderurgico di San Giovanni Valdarno.

Ufficio Stampa 
Unione di Centro


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 22 OTTOBRE 2010 - COMUNICATO STAMPA SULLA SOCIETA' DELLA SALUTE Riduci

Il Coordinamento UDC del Valdarno sulla costituenda Società della Salute del Valdarno Aretino

Nelle prossime settimane arriveranno nei consigli comunali dei comuni del Valdarno Aretino che afferiscono al distretto sanitario del Valdarno la proposta di Statuto della nuova Società della Salute nonché la relativa convenzione che regolerà i rapporti tra gli enti e l’Azienda USL 8 di Arezzo.
Già in alcune commissioni consiliari si sta discutendo sulle relative bozze di Statuto e Convenzione.
L’U.D.C. Valdarnese rileva che sulla costituenda Società della Salute aleggiano molte ombre e poche luci.
Il nostro Distretto, infatti, è uno degli ultimi tra i 39 della Regione Toscana (sono già passati cinque anni dall’approvazione della Legge Regionale che le aveva istituite!) a non avere ancora costituito la Società della Salute che, a partire dal 2011, dovrà esercitare le funzioni di indirizzo e programmazione delle attività e delle politiche pubbliche ricomprese nel livello essenziale di assistenza sanitaria territoriale, nonché di quelle del sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza dei comuni.
L’U.D.C. si chiede se è in arrivo o meno un altro “carrozzone” che non porterà alcun miglioramento o beneficio al cittadino ma solo un aggravio di costi. Su questo aspetto, infatti, già la Corte dei Conti ha sollevato dubbi sulla necessità di istituire, ai sensi della L.R. n. 40 del 2005, queste nuove strutture territoriali.
I dubbi, però, aumentano se andiamo a vedere cosa hanno fatto realmente le altre Società della Salute che in Toscana si sono costituite nel corso di questi anni.
Di fatto sono consorzi all’interno dei quali il ruolo dei comuni è solo di indirizzo mentre la gestione dei servizi sanitari rimane di fatto in capo all’Azienda Sanitaria!
E allora se la nuova Società non gestisce cosa fa? Come si fa a parlare di “Società” se non c'è un patrimonio di dotazione, se non c'è certezza ed univocità dei compiti, se non c'è un sistema finanziario che individui le fonti di finanziamento ed un budget di spesa che non sia solo virtuale, se i servizi che deve (o dovrebbe erogare) sono giuridicamente e per larga parte in capo al socio di minoranza (l'Azienda sanitaria territoriale)?
L’UDC, senza la risposta a questi interrogativi, crede che la futura Società della Salute del Valdarno corra il rischio di rappresentare un ulteriore livello di burocratizzazione del sistema che si frappone tra servizi e cittadini, e, soprattutto, con ulteriori aggravi di costo per le finanze pubbliche, costi che ricadranno solo e soltanto nelle tasche dei cittadini.

 22 ottobre 2010


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 SAN GIOVANNI VALDARNO - VEDUTA DEL PALAZZO D'ARNOLFO DA P.ZA CAVOUR Riduci
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www.udc-italia.it