Il Coordinamento UDC del Valdarno sulla costituenda Società della Salute del Valdarno Aretino
Nelle prossime settimane arriveranno nei consigli comunali dei comuni del Valdarno Aretino che afferiscono al distretto sanitario del Valdarno la proposta di Statuto della nuova Società della Salute nonché la relativa convenzione che regolerà i rapporti tra gli enti e l’Azienda USL 8 di Arezzo.
Già in alcune commissioni consiliari si sta discutendo sulle relative bozze di Statuto e Convenzione.
L’U.D.C. Valdarnese rileva che sulla costituenda Società della Salute aleggiano molte ombre e poche luci.
Il nostro Distretto, infatti, è uno degli ultimi tra i 39 della Regione Toscana (sono già passati cinque anni dall’approvazione della Legge Regionale che le aveva istituite!) a non avere ancora costituito la Società della Salute che, a partire dal 2011, dovrà esercitare le funzioni di indirizzo e programmazione delle attività e delle politiche pubbliche ricomprese nel livello essenziale di assistenza sanitaria territoriale, nonché di quelle del sistema integrato di interventi e servizi sociali di competenza dei comuni.
L’U.D.C. si chiede se è in arrivo o meno un altro “carrozzone” che non porterà alcun miglioramento o beneficio al cittadino ma solo un aggravio di costi. Su questo aspetto, infatti, già la Corte dei Conti ha sollevato dubbi sulla necessità di istituire, ai sensi della L.R. n. 40 del 2005, queste nuove strutture territoriali.
I dubbi, però, aumentano se andiamo a vedere cosa hanno fatto realmente le altre Società della Salute che in Toscana si sono costituite nel corso di questi anni.
Di fatto sono consorzi all’interno dei quali il ruolo dei comuni è solo di indirizzo mentre la gestione dei servizi sanitari rimane di fatto in capo all’Azienda Sanitaria!
E allora se la nuova Società non gestisce cosa fa? Come si fa a parlare di “Società” se non c'è un patrimonio di dotazione, se non c'è certezza ed univocità dei compiti, se non c'è un sistema finanziario che individui le fonti di finanziamento ed un budget di spesa che non sia solo virtuale, se i servizi che deve (o dovrebbe erogare) sono giuridicamente e per larga parte in capo al socio di minoranza (l'Azienda sanitaria territoriale)?
L’UDC, senza la risposta a questi interrogativi, crede che la futura Società della Salute del Valdarno corra il rischio di rappresentare un ulteriore livello di burocratizzazione del sistema che si frappone tra servizi e cittadini, e, soprattutto, con ulteriori aggravi di costo per le finanze pubbliche, costi che ricadranno solo e soltanto nelle tasche dei cittadini.
22 ottobre 2010